
Chi sono
Un cammino iniziato con una difficoltà, trasformato in un percorso di ascolto e di nuove comprensioni.
Da dove ha inizio tutto
Fin da piccolo sono sempre stato affascinato dalle antiche culture orientali. Non saprei dire il perché, ma era qualcosa che sentivo profondamente.
Da bambino mi divertivo a impersonare guerrieri visti nei cartoni e nei film, guardando queste storie i momenti che più mi colpivano erano quelli in cui veniva mostrata la profondità interiore di quelle culture. In quei momenti sentivo accendersi dentro di me un’emozione intensa, ne ero profondamente attratto.
Probabilmente nessuno percepiva quel mio sentire, e nemmeno io ne comprendevo la forza. Crescendo, l’ho messo da parte, dedicandomi a percorsi più comuni nella nostra culura. Tuttavia, a fasi alterne, ho continuato a praticare discipline orientali o di loro derivazione, mantenendo un filo sottile con quella parte di me.
Ad un certo punto della mia vita qualcosa è cambiato. Mi sono reso conto che il mio approccio alla vita — influenzato dai modelli educativi, sociali e professionali che avevo assorbito — era fortemente motivazionale, orientato al risultato, alla performance, al miglioramento quasi ossessivo.
Pur aiutandomi a raggiungere obiettivi concreti, quel modo di vivere mi faceva pagare un prezzo alto in termini di benessere mentale e fisico. In generale mi iniziai ad accorgere che mi “sentivo” poco, come se fossi scollegato da me stesso.
Mi sono iniziato a chiedere se il sacrificio richiesto mi portasse una reale felicità. Da lì ho iniziato a esplorare discipline che hanno come obiettivo il miglioramento del sentire personale. Sono passati diversi anni da quel cambiamento e oggi posso dire che i risultati sono stati profondi.
Le pratiche intraprese mi hanno aiutato a riconnettermi a quella sensibilità che avevo da bambino, permettendomi di vivere una vita più piena e consapevole, sia a livello fisico che mentale.
Le discipline che pratico oggi sono il Qigong, il Taijiquan e le Costellazioni Familiari. Ognuna ha una sua peculiarità, ma tutte condividono la stessa radice, promuovendo equilibrio, ascolto e armonia interiore.
La balbuzie: da ostacolo a via di consapevolezza
Come molti che convivono con la balbuzie, ho cercato per anni di capire come “uscirne”.
Ma la balbuzie non è un disturbo semplice: non è qualcosa che passa con una pillola o un esercizio. È un fenomeno complesso, radicato nella “profondità” della persona, forse è per questo motivo che non esiste ancora una soluzione definitiva e valida per tutti.
Negli anni ho sperimentato diversi approcci — logopedia, corsi di rieducazione al linguaggio, psicomotricità — traendone, in alcuni casi, benefici importanti. Tuttavia, come accade a molti, i miglioramenti non si sono mantenuti nel tempo.
Mi sono accorto che, pur conoscendo molte cose per parlare meglio, qualcosa dentro di me non cambiava davvero. Era come se il mio modo di affrontare la balbuzie fosse “motivazionale”, orientato alla performance: volevo “smettere di balbettare”, non comprendere la mia balbuzie.
Questa consapevolezza ha segnato un punto di svolta.
Ho iniziato a spostare l’attenzione dall’idea di correggere la balbuzie al desiderio di sentirla, ascoltarla, comprenderla.
Non è stato facile, ma più lo facevo, più mi accorgevo che qualcosa si scioglieva.
Da allora ho intrapreso un percorso personale di molti anni, che mi ha permesso di instaurare un rapporto completamente nuovo con la balbuzie: non più come nemica da combattere, ma come parte viva e comunicante di me.
Un percorso per conoscere, accogliere e trasformare
Il percorso che propongo nasce da anni di esperienza personale e di pratica interiore. Personalmente ho deciso di far nascere questo percorso perché nei corsi per balbuzienti presenti oggi in Italia, ma anche all’estero, non c’è un approccio di questo tipo. Questo però a mio avviso è un grande tassello mancante.
Non è un corso per “smettere di balbettare”, ma un cammino di ascolto e trasformazione, per chi desidera comprendere in profondità la propria balbuzie e ritrovare una relazione più serena con il proprio modo di parlare.
Questo approccio può diventare anche prezioso per chi vuole affrontare o ha già affrontato un percorso logopedico o di rieducazione al linguaggio: quando si dà un posto alla balbuzie, il rapporto con il proprio modo di parlare diventa più sereno.
Il mio obiettivo è aiutare chi vive la balbuzie a riconnettersi a questa parte di se stesso, a ritrovare fiducia, tranquillità e libertà espressiva.
Non si tratta di cambiare “come parli”, ma di scoprire chi sei quando parli.
Insieme possiamo comprendere meglio la balbuzie
Se desideri maggiori informazioni sui percorsi o se hai dubbi su quale servizio possa essere più adatto alla tua situazione, possiamo sentirci direttamente.
“I percorsi proposti hanno natura esperienziale e di crescita personale. Non costituiscono prestazione sanitaria, psicologica o logopedica e non sostituiscono eventuali percorsi medici o terapeutici.”