Perché oggi preferisco parlare di comprensione intima della balbuzie anziché di semplice accettazione.
Qualche tempo fa, subito dopo aver pubblicato questo sito dedicato alla balbuzie e alla Tranquillità nel Parlare, ho contattato alcuni amici conosciuti negli anni in cui frequentavo un corso di rieducazione al linguaggio.
Quel corso è stato profondamente significativo per me: mi ha lasciato un segno e, in un certo senso, ha contribuito a cambiare la mia vita.
Lì ho conosciuto molte persone e con alcune sono nate vere amicizie. Per questo ho sentito il desiderio di condividere con loro il progetto La Tranquillità nel Parlare, raccontando cosa mi aveva spinto a crearlo.
Ho ricontattato le persone a me più vicine. È stato un momento molto bello: non ci sentivamo da tempo e abbiamo avuto l’opportunità di aggiornarci, di raccontarci come sono evolute le nostre vite.
Tra le tante cose, abbiamo parlato anche di balbuzie.
Alcuni mi hanno raccontato di altri corsi di rieducazione al linguaggio che hanno seguito, altri di percorsi personali e nuove consapevolezze maturate nel tempo. Altri ancora, invece, sembrano aver lasciato questo tema un po’ sullo sfondo.
Quando ho condiviso ciò che sto portando avanti, tutti si sono mostrati interessati. Devo ammettere, però, che ho percepito anche una certa perplessità.
Col senno di poi, mi sembra di aver compreso il perché. Le pratiche che propongo possono apparire “esotiche” e, soprattutto, nell’immaginario comune la mente associa il lavoro sulla balbuzie a percorsi più tradizionali: logopedia, rieducazione al linguaggio, supporto psicologico.
In un certo senso, quando spiegavo il cuore del mio percorso, molti rimanevano sorpresi: si aspettavano qualcosa di già visto, magari rielaborato con una chiave diversa.
Non è stato sempre semplice trasmettere ciò che per me è diventato così chiaro e importante.
Quando l'accettazione non è il punto
In sintesi, alcuni hanno interpretato il mio lavoro come un percorso finalizzato ad accettare la balbuzie.
Un modo per incontrarla e scoprirla in una forma completamente nuova.
All’interno di questo processo, l’accettazione può emergere, certo. Ma non è l’obiettivo diretto: è una conseguenza naturale, un effetto collaterale.
Quando si parla di accettazione, spesso si intende qualcosa che avviene una volta “capito” il problema. Ma nella vita quotidiana facciamo tutti esperienza di quanto sia grande la distanza tra ciò che comprendiamo a livello teorico e ciò che viviamo realmente.
Il processo di accettazione è profondamente personale e sfugge alle logiche lineari del “ho capito, quindi è risolto”. Non è un interruttore on/off - “ok, l’ho capito, ora non c’è più” - ma un processo vivo, qualcosa che si muove e si trasforma nel tempo.
Comprendere invece di combattere
Quando parlo di comprensione intima, mi riferisco proprio a questo: alla possibilità di cambiare il modo in cui sentiamo gli effetti che la balbuzie genera dentro di noi.
Il punto centrale del percorso è incontrare le resistenze interiori e iniziare a conoscerle, senza scappare e senza attaccarle.
Le pratiche che propongo hanno l’obiettivo di favorire un'esperienza diretta. Un’esperienza che, poco alla volta, può portare alla luce aspetti interiori spesso trascurati.
In questo modo, la balbuzie smette di essere un “mostro” da combattere, eliminare o evitare.
Questo non porta semplicemente a una semplice accettazione del problema, ma a un vero e proprio cambio di prospettiva su come viviamo la balbuzie e tutto ciò che comporta.
La balbuzie può continuare ad esserci,
ma smette di occupare tutto lo spazio.
La mia esperienza
Nella mia esperienza personale, questo cambiamento interiore si è accompagnato anche a una maggiore fluidità nel parlare.
Tuttavia, il cambiamento più significativo non è stato questo.
È cambiato soprattutto il mio rapporto con la balbuzie.
Oggi la sento molto meno ingombrante rispetto a un tempo: occupa meno spazio nei miei pensieri, genera meno preoccupazione e non sembra più estendersi a ogni ambito della mia vita come accadeva in passato.
E, se si decide di intraprendere un percorso specifico per migliorare la fluenza, la mia esperienza è che lo si affronta con una consapevolezza diversa e con maggiori risorse interiori.
Non posso sapere quale sarà il percorso di ogni persona.
Posso però dire che, nella mia esperienza, comprendere la balbuzie in modo più profondo ha cambiato radicalmente il modo in cui la vivo.
La fluenza può essere importante. Ma ancora più importante, per me, è stato smettere di sentirmi costantemente in lotta con ciò che accadeva quando parlavo.
È da questa possibilità che nasce il progetto La Tranquillità nel Parlare.